Visite mediche

D.M. 28 febbraio 1983 (Ministero della Sanità )
Norme per la tutela sanitaria dell’attività  sportiva non
agonistica (G.U. 15.3.1983, n. 72)

Ministro della Sanità

 

Oggetto: Tutela Sanitaria dell’ attività  sportiva.
Attualmente le normative vigenti dividono in due il settore della tutela sanitaria nello Sport dilettantistico:

  •  ATTIVITA’ SPORTIVA NON AGONISTICA (DM 28/2/1983)
  • ATTIVITA’ SPORTIVA AGONISTICA (DM 18/2/1982 E CIRC. 31/01/1983).

ATTIVITA’ SPORTIVA NON AGONISTICA
a) Ambito e disciplina
Sono soggetti obbligatoriamente a controllo sanitario per la pratica di attività  sportive non agonistiche:
1. gli alunni che svolgono attività  fisico – sportive organizzate dagli organi scolastici nell’ambito delle attività parascolastiche;
2. coloro che svolgono attività  organizzate dal CONI o da società  ed associazioni sportive affiliate a Federazioni o Enti Nazionali di Promozione Sportiva (come LIMSC) riconosciuti dal CONI come atleti non agonisti;
3. coloro che partecipano ai Giochi della Gioventù nelle fasi precedenti a quelle nazionali.

Tali soggetti, ai sensi del DM 28/2/83, devono sottoporsi, preventivamente e con periodicità  annuale, a visita medica intesa ad accertare il loro “stato di buona salute”.
La configurazione di stato di buona salute deve essere redatta in conformità  al modello di cui al DM 28/2/1983.
Purtroppo, in seguito al rinnovo del contratto nazionale dei medici, tali certificazioni non sono più gratuite.
Il certificato va richiesto all’interessato al momento dell’iscrizione e partecipazione alla pratica sportiva, ha validità  di 1 anno dalla data del rilascio e dovra  essere conservato presso la sede dell’organizzazione sportiva.

ILLEGITTIMITA’ DELLE AUTOCERTIFICAZIONI
Sempre più spesso si verificano situazioni in cui, anche al fine di non richiedere allo sportivo il sostenimento della spesa relativa al certificato, le strutture sportive (palestre, piscine, circoli sportivi associazioni sportive) amatoriali richiedono il rilascio, in luogo del certificato di buona salute rilasciato dal medico competente, di una autocertificazione di stato di buona salute e/o di una dichiarazione di scarico di responsabilità  nei confronti della struttura sportiva/ente organizzatore.
Deve essere chiaro che tale modus operandi :
- illegittimo, in quanto tale fattispecie non rientra tra quelle tassativamente elencate dalle vigenti disposizioni in materia di autocertificazione;
- illegittimo, in quanto, con la dichiarazione liberatoria, lo sportivo accetta, in sostanza, la possibilità  che dallo svolgimento dell’attività  sportiva possa derivargli un danno, rinunciando a richiedere all’ente/comitato organizzatore qualsiasi risarcimento a fronte di tale danno: tuttavia tale rinuncia appare vietata ai sensi dell’art. 5 del c.c. “atti di disposizione del proprio corpo”.

Guarda anche la nostra convenzione riguardante Delta Medica